Si tratta di una materia piuttosto controversa, che pone parecchi interrogativi: che nomi ebbe realmente? in che periodi ebbe tali nomi? da quali lingue venivano questi nomi e cosa significavano?
Purtroppo né per l’antica Kaulonia né per la moderna Monasterace abbiamo risposte facili a nessuna di queste domande.
Farò un resoconto in più “puntate” di quanto risulta in proposito dalle mie ricerche, scrivendo in corsivo blu quelle che sono riflessioni o supposizioni personali.
Questo è lo schema riassuntivo dei nomi che Monasterace/Kaulonia ha avuto (può aver avuto/si dice abbia avuto):
KLEITE (Cleta, Clete, Clite)
AULON - AULONIA
KAULON - KAULONIA (Caulon, Caulonia, Caulona)
COCINTHUM - CONSILINUM
MYRIA - MYSTIA (Mustiae, Mixta)
STILIDA
RUBBIANO (Robiano, Rodiano, Robbiano, Rubiano, Rudiano)
MONTE ARACHI - MONTE STORACE
MONASTERACE
AULON - AULONIA
KAULON - KAULONIA (Caulon, Caulonia, Caulona)
COCINTHUM - CONSILINUM
MYRIA - MYSTIA (Mustiae, Mixta)
STILIDA
RUBBIANO (Robiano, Rodiano, Robbiano, Rubiano, Rudiano)
MONTE ARACHI - MONTE STORACE
MONASTERACE
KLEITE (Cleta, Clete, Clite)
Licofrone, nella sua opera poetica “Alexandra” narra dell’amazzone Kleite (in latino Cleta o Clete), nutrice della regina delle amazzoni Pentesilea, che, morta questa per mano dei Greci nella guerra di Troia, si diresse verso le nostre coste, dove fondò una città alla quale diete il suo nome, e sulla quale regnò prima lei, poi altre regine che portavano il suo stesso nome, finché la città fu distrutta dai Crotoniati. Secondo altre versioni Kleite diede alla città il nome del figlio, Kaulon, che invece, secondo altre versioni ancora, ne fu il fondatore e le diede il nome, oppure furono i Crotoniati che l’avevano distrutta a darle il nome del figlio della fondatrice!
Il riferimento di Licofrone è rivendicato anche da Cleto (fino al 1863 Petramala), sulla costa tirrenica in provincia di Cosenza. Nonostante molti e autorevoli pareri contrari (Paolo Orsi e il De Santis tra tutti), siccome la storia di Kleite sembra collocabile sul Tirreno e l’attribuzione della maternità di Kaulon a Kleite è piuttosto tarda, mi sembra sostenibile anche l’ipotesi di una “Kleite” tirrenica, per quanto non ci siano elementi per collocarla con esattezza a Petramala o altrove.
In ogni caso, o Cleto/Petramala o Kleite/Kaulon, si può dire che si tratti di un mito e che non ci fu mai una città chiamata Clete o simili, ma la leggenda riflette la realtà di una terra in cui il ruolo femminile era molto più rilevante che nella madrepatria Grecia o di quanto sarà poi in seguito: a “Kleite” la leggenda dell’amazzone e delle regine, a Locri la poetessa Nosside e la leggenda della fondazione ad opera di cento nobildonne fuggite dalla Grecia con i loro schiavi, a Crotone le filosofe pitagoriche…
Licofrone, nella sua opera poetica “Alexandra” narra dell’amazzone Kleite (in latino Cleta o Clete), nutrice della regina delle amazzoni Pentesilea, che, morta questa per mano dei Greci nella guerra di Troia, si diresse verso le nostre coste, dove fondò una città alla quale diete il suo nome, e sulla quale regnò prima lei, poi altre regine che portavano il suo stesso nome, finché la città fu distrutta dai Crotoniati. Secondo altre versioni Kleite diede alla città il nome del figlio, Kaulon, che invece, secondo altre versioni ancora, ne fu il fondatore e le diede il nome, oppure furono i Crotoniati che l’avevano distrutta a darle il nome del figlio della fondatrice!
Il riferimento di Licofrone è rivendicato anche da Cleto (fino al 1863 Petramala), sulla costa tirrenica in provincia di Cosenza. Nonostante molti e autorevoli pareri contrari (Paolo Orsi e il De Santis tra tutti), siccome la storia di Kleite sembra collocabile sul Tirreno e l’attribuzione della maternità di Kaulon a Kleite è piuttosto tarda, mi sembra sostenibile anche l’ipotesi di una “Kleite” tirrenica, per quanto non ci siano elementi per collocarla con esattezza a Petramala o altrove.
In ogni caso, o Cleto/Petramala o Kleite/Kaulon, si può dire che si tratti di un mito e che non ci fu mai una città chiamata Clete o simili, ma la leggenda riflette la realtà di una terra in cui il ruolo femminile era molto più rilevante che nella madrepatria Grecia o di quanto sarà poi in seguito: a “Kleite” la leggenda dell’amazzone e delle regine, a Locri la poetessa Nosside e la leggenda della fondazione ad opera di cento nobildonne fuggite dalla Grecia con i loro schiavi, a Crotone le filosofe pitagoriche…
AULON - AULONIA
Secondo alcuni antichi autori il primo nome della città fu Aulon o Aulonia (con l'accento sulla i = Aulonìa), dal termine greco che significa “valle, piccola valle”, prima di ricevere il K iniziale, anche se nessuno sa spiegare come e perché venne aggiunta.
In realtà non esiste nessun fenomeno linguistico per cui da una A iniziale si sia potuti passare ad un KA, mentre esiste il fenomeno contrario, come la pronuncia pisana “asa” dell’italiano “casa”, attraverso la forma intermedia (come nel fiorentino) “hasa”. La mia ipotesi è che il nome della nostra città provenga dal termine in una lingua (indoeuropea? preindoeuropea? semitica?) in cui la A iniziale fosse preceduta da un suono laringale o gutturale sconosciuto ai Greci, che lo sentivano (e pronunciavano) come K oppure come suono muto. Possiamo fare un esempio con la resa in greco del suono ebraico CH/KH (simile al suono CH in tedesco o J in spagnolo), presente nei nomi di persona KHannah (reso in greco come Anna, quindi con suono muto) e MeleCHijah (reso in greco come Malakias, quindi con suono K).
Anche nel caso di questo secondo nome non ci sono prove che sia stato realmente usato per indicare la città, a parte qualche rara moneta che sembra riportare l'iscrizione AUL invece che l'abituale KAUL (ma probabilmente si tratta di monete in cui il K iniziale non è più leggibile), mentre si può supporre che abbia avuto un nome che possiamo indicare con ?aulon (non sapendo il suono della lettera iniziale) anche se non sappiamo se riferito ad un territorio o già ad un insediamento (città/villaggio), e potrebbe trattarsi di una falsa etimologia, mentre è quasi sicuro che il nome “Aulon” (“vallicella”) appartenesse ad un quartiere della città sito a sud della Piazzetta, nei pressi del Vallone Bernardo. Questa è l’ipotesi di Paolo Orsi, nell’interpretare una scritta su terracotta quasi sicuramente attribuibile a Kaulonia, tanto che l’Orsi chiamò “Porta di Aulon” la porta di questo tratto delle mura.
Vorrei aggiungere che vari luoghi in Italia, Grecia, Asia Minore, Albania portano (portavano) il nome Aulon, e se per quasi tutte si può ipotizzare un'etimologia dal termine per "valle", sicuramente questa ipotesi non è valida per il Monte Aulon, presso Taranto: essendo un monte non poteva essere chiamato "valle", propenderei quindi per un'etimologia che risalga ad un substrato linguistico preindoeuropeo.
Secondo alcuni antichi autori il primo nome della città fu Aulon o Aulonia (con l'accento sulla i = Aulonìa), dal termine greco che significa “valle, piccola valle”, prima di ricevere il K iniziale, anche se nessuno sa spiegare come e perché venne aggiunta.
In realtà non esiste nessun fenomeno linguistico per cui da una A iniziale si sia potuti passare ad un KA, mentre esiste il fenomeno contrario, come la pronuncia pisana “asa” dell’italiano “casa”, attraverso la forma intermedia (come nel fiorentino) “hasa”. La mia ipotesi è che il nome della nostra città provenga dal termine in una lingua (indoeuropea? preindoeuropea? semitica?) in cui la A iniziale fosse preceduta da un suono laringale o gutturale sconosciuto ai Greci, che lo sentivano (e pronunciavano) come K oppure come suono muto. Possiamo fare un esempio con la resa in greco del suono ebraico CH/KH (simile al suono CH in tedesco o J in spagnolo), presente nei nomi di persona KHannah (reso in greco come Anna, quindi con suono muto) e MeleCHijah (reso in greco come Malakias, quindi con suono K).
Anche nel caso di questo secondo nome non ci sono prove che sia stato realmente usato per indicare la città, a parte qualche rara moneta che sembra riportare l'iscrizione AUL invece che l'abituale KAUL (ma probabilmente si tratta di monete in cui il K iniziale non è più leggibile), mentre si può supporre che abbia avuto un nome che possiamo indicare con ?aulon (non sapendo il suono della lettera iniziale) anche se non sappiamo se riferito ad un territorio o già ad un insediamento (città/villaggio), e potrebbe trattarsi di una falsa etimologia, mentre è quasi sicuro che il nome “Aulon” (“vallicella”) appartenesse ad un quartiere della città sito a sud della Piazzetta, nei pressi del Vallone Bernardo. Questa è l’ipotesi di Paolo Orsi, nell’interpretare una scritta su terracotta quasi sicuramente attribuibile a Kaulonia, tanto che l’Orsi chiamò “Porta di Aulon” la porta di questo tratto delle mura.
Vorrei aggiungere che vari luoghi in Italia, Grecia, Asia Minore, Albania portano (portavano) il nome Aulon, e se per quasi tutte si può ipotizzare un'etimologia dal termine per "valle", sicuramente questa ipotesi non è valida per il Monte Aulon, presso Taranto: essendo un monte non poteva essere chiamato "valle", propenderei quindi per un'etimologia che risalga ad un substrato linguistico preindoeuropeo.
Nessun commento:
Posta un commento