Cartina della Calabria (1562)da http://www.calabria.org.uk
MONTE ARACHI - MONTE STORACE
Da un po’ di tempo, in moltissimi siti che parlano di Monasterace, compare, tra gli antichi nomi che il paese avrebbe avuto, Monte Storace, ed in quasi tutti Monte Arachi.
Ebbene, posso comunicare ufficialmente che Monasterace non ha MAI avuto questi nomi.
Tutto nasce da alcune cartine antiche che riportano il nome M .Arachi o M. Storace (interpretato dai commentatori come M[onte] Arachi e M[onte] Storace, e quindi, con fantasiose etimologie, “Monte dei legumi” o “Monte del frumento”).
In realtà, i due nomi andrebbero svolti rispettivamente come M[onaster]achi e M[ona]storace.
Bisogna considerare che i cartografi, nella maggior parte dei casi, non si recavano personalmente nei posti (o almeno non in tutti!), e si affidavano a cartine precedenti, a letture di testi descrittivi, a racconti di viaggiatori, ecc., e poi usavano molte sigle e abbreviazioni, che quindi venivano variamente interpretate, con numerosi errori sia di nomi che di localizzazioni.
Provate ad ingrandire la cartina che allego qui: vedrete molte cose interessanti.
M. Arachi si trova a sud di Severano (Soverato), a sud-est di Badoato (Badolato), che si trova quasi a metà strada tra Ionio e Tirreno, e molto a nord di C. Stillo (Punta Stilo), che sta molto a sud di Girasi (Gerace)!
Parliamo di un periodo che risale al 1500-1700, da parte di autori che non sono stati personalmente da noi: prendiamo alcuni esempi di tempi più recenti, da autori che invece ci sono stati , e vedremo quanto facilmente fosse possibile commettere errori da parte di “stranieri”.
Ai primi del 1800, il viaggiatore francese Philippe-Paul de Ségur, chiama il nostro paese Monasteraccio.
Dopo l’unità d’Italia (o l’annessione del Regno del Sud, come sostengono altri) furono inviati dappertutto cartografi e geografi per stilare nuove cartine, e vennero anche da noi, e la collina che nella parlata locale era u Terzinali, la chiamarono Arsenale.
Ai primi del 1900, il paleontologo Giuseppe Seguenza, che effettuò varie ricerche nel nostro territorio [prima o poi daremo conto delle ricerche geologiche e paleontologiche a Monasterace], chiamò monosteracensis una varietà fossile da lui rinvenuta.
Del resto, basta fare una rapida ricerca su Google (meglio ancora su Google libri), mettendo “monesterace”, “monisterace”, ecc., per vedere quante varianti risultano.
Per alcune si tratta di semplici errori di digitazione, ma per lo più (specialmente i risultati in Google libri) corrispondono a diverse “interpretazioni” del nome del paese, nomi che in realtà non ha mai avuto!L’unico interesse del nome M.Arachi è quello linguistico: ammesso che corrisponda ad una pronuncia reale, rivela come fino a tempi relativamente recenti si conservasse la pronuncia dura del K del termine greco Monastiraki.
MONASTERACE
Soltanto nell'era moderna abbiamo finalmente la menzione di Monasterace, dal greco (non dimentichiamo che fino a tutto il Medioevo dalle nostre parti si parlava il greco e si officiava il rito greco-ortodosso) Monastiraki, che significa “piccolo monastero”, proprio come altri 11 paesi greci e come il quartiere turistico di Atene.
Se questo nome sia dovuto all’antico e distrutto monastero di Sant’Eufemia o al monastero dei Cavalieri di Rodi (to Rodianò Monastiraki) o a qualche altro ignoto monastero (il De Riso aggiunge l'influenza del cognome di una delle prime famiglie feudatarie, i Monaco), non è dato saperlo: troppo pochi sono i documenti che abbiamo.
Da Monastiraki si passo col tempo a Monastaraci, in seguito a fenomeni fonetici tipici nella nostra parlata: l’addolcimento della C dura davanti a E/I, e la pronuncia A di vocali non accentate (un esempio per tutti, la parola greca keramidi, diventata da noi ciaramida).
Le più antiche menzioni che ho trovato, sono nella Platea del monastero di Santo Stefano del bosco (la Certosa di Serra San Bruno) degli anni 30 del XVI secolo (quindi ben prima della cartina in cui compare come M. Arachi!), dove compare una volta come Monesterace (ma si tratta di un cognome) e una volta come Monasteracius, per il resto si alternano le forme Monesteracis e Monesteracius.
La prima volta in cui compare la forma attuale, Monasterace, è un documento del 10 ottobre 1554, citato nel Regesto vaticano per la Calabria di Francesco Russo.
Conclusioni
In questo excursus abbiamo visto che molte sono le ipotesi circa il nome che il nostro territorio ha avuto nel tempo, ma tra i tanti solo di due abbiamo la certezza: Kaulonia e Monasterace.
Per il resto, abbiamo solo ipotesi più o meno plausibili: non sappiamo neanche con certezza se tra Kaulonia e Monasterace ci sia stata una continuazione di insediamento, né quando sia nato l'insediamento attuale.
Una proposta: visto che ora è consentito dalla legge, quando si dovranno (prima o poi) rifare i cartelli posti all’inizio del paese, perché non affiancare alla versione italiana anche quella della nostra parlata?
Dobbiamo imparare a rivalutare la nostra cultura, e la parlata innanzi tutto: non dimentichiamo che una lingua è solo un dialetto fortunato, e un dialetto è una lingua sfortunata!
MONTE ARACHI - MONTE STORACEDa un po’ di tempo, in moltissimi siti che parlano di Monasterace, compare, tra gli antichi nomi che il paese avrebbe avuto, Monte Storace, ed in quasi tutti Monte Arachi.
Ebbene, posso comunicare ufficialmente che Monasterace non ha MAI avuto questi nomi.
Tutto nasce da alcune cartine antiche che riportano il nome M .Arachi o M. Storace (interpretato dai commentatori come M[onte] Arachi e M[onte] Storace, e quindi, con fantasiose etimologie, “Monte dei legumi” o “Monte del frumento”).
In realtà, i due nomi andrebbero svolti rispettivamente come M[onaster]achi e M[ona]storace.
Bisogna considerare che i cartografi, nella maggior parte dei casi, non si recavano personalmente nei posti (o almeno non in tutti!), e si affidavano a cartine precedenti, a letture di testi descrittivi, a racconti di viaggiatori, ecc., e poi usavano molte sigle e abbreviazioni, che quindi venivano variamente interpretate, con numerosi errori sia di nomi che di localizzazioni.
Provate ad ingrandire la cartina che allego qui: vedrete molte cose interessanti.
M. Arachi si trova a sud di Severano (Soverato), a sud-est di Badoato (Badolato), che si trova quasi a metà strada tra Ionio e Tirreno, e molto a nord di C. Stillo (Punta Stilo), che sta molto a sud di Girasi (Gerace)!
Parliamo di un periodo che risale al 1500-1700, da parte di autori che non sono stati personalmente da noi: prendiamo alcuni esempi di tempi più recenti, da autori che invece ci sono stati , e vedremo quanto facilmente fosse possibile commettere errori da parte di “stranieri”.
Ai primi del 1800, il viaggiatore francese Philippe-Paul de Ségur, chiama il nostro paese Monasteraccio.
Dopo l’unità d’Italia (o l’annessione del Regno del Sud, come sostengono altri) furono inviati dappertutto cartografi e geografi per stilare nuove cartine, e vennero anche da noi, e la collina che nella parlata locale era u Terzinali, la chiamarono Arsenale.
Ai primi del 1900, il paleontologo Giuseppe Seguenza, che effettuò varie ricerche nel nostro territorio [prima o poi daremo conto delle ricerche geologiche e paleontologiche a Monasterace], chiamò monosteracensis una varietà fossile da lui rinvenuta.
Del resto, basta fare una rapida ricerca su Google (meglio ancora su Google libri), mettendo “monesterace”, “monisterace”, ecc., per vedere quante varianti risultano.
Per alcune si tratta di semplici errori di digitazione, ma per lo più (specialmente i risultati in Google libri) corrispondono a diverse “interpretazioni” del nome del paese, nomi che in realtà non ha mai avuto!L’unico interesse del nome M.Arachi è quello linguistico: ammesso che corrisponda ad una pronuncia reale, rivela come fino a tempi relativamente recenti si conservasse la pronuncia dura del K del termine greco Monastiraki.
MONASTERACE
Soltanto nell'era moderna abbiamo finalmente la menzione di Monasterace, dal greco (non dimentichiamo che fino a tutto il Medioevo dalle nostre parti si parlava il greco e si officiava il rito greco-ortodosso) Monastiraki, che significa “piccolo monastero”, proprio come altri 11 paesi greci e come il quartiere turistico di Atene.Se questo nome sia dovuto all’antico e distrutto monastero di Sant’Eufemia o al monastero dei Cavalieri di Rodi (to Rodianò Monastiraki) o a qualche altro ignoto monastero (il De Riso aggiunge l'influenza del cognome di una delle prime famiglie feudatarie, i Monaco), non è dato saperlo: troppo pochi sono i documenti che abbiamo.
Da Monastiraki si passo col tempo a Monastaraci, in seguito a fenomeni fonetici tipici nella nostra parlata: l’addolcimento della C dura davanti a E/I, e la pronuncia A di vocali non accentate (un esempio per tutti, la parola greca keramidi, diventata da noi ciaramida).
Le più antiche menzioni che ho trovato, sono nella Platea del monastero di Santo Stefano del bosco (la Certosa di Serra San Bruno) degli anni 30 del XVI secolo (quindi ben prima della cartina in cui compare come M. Arachi!), dove compare una volta come Monesterace (ma si tratta di un cognome) e una volta come Monasteracius, per il resto si alternano le forme Monesteracis e Monesteracius.
La prima volta in cui compare la forma attuale, Monasterace, è un documento del 10 ottobre 1554, citato nel Regesto vaticano per la Calabria di Francesco Russo.
Conclusioni
In questo excursus abbiamo visto che molte sono le ipotesi circa il nome che il nostro territorio ha avuto nel tempo, ma tra i tanti solo di due abbiamo la certezza: Kaulonia e Monasterace.
Per il resto, abbiamo solo ipotesi più o meno plausibili: non sappiamo neanche con certezza se tra Kaulonia e Monasterace ci sia stata una continuazione di insediamento, né quando sia nato l'insediamento attuale.
Una proposta: visto che ora è consentito dalla legge, quando si dovranno (prima o poi) rifare i cartelli posti all’inizio del paese, perché non affiancare alla versione italiana anche quella della nostra parlata?
Dobbiamo imparare a rivalutare la nostra cultura, e la parlata innanzi tutto: non dimentichiamo che una lingua è solo un dialetto fortunato, e un dialetto è una lingua sfortunata!
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