domenica 24 febbraio 2019

San Giovanni Theristis

Tra tanta devozione a Padre Pio, Don Bosco, San Giuseppe Artigiano, mi stupisco che nessuno pensi a riscoprire e riproporre il culto, la storia e la vita di San Giovanni Theristìs, un santo che è radicato profondamente nella nostra tradizione, nella nostra cultura e nella nostra storia.
Visse e operò nelle nostre zone, tra Monasterace e Stilo operò il miracolo che gli diede il nome con cui è conosciuto (Theristìs = Mietitore), nella sua biografia è riportata la più antica menzione del nome di Monasterace (1200 ca.).
Eppure... non una chiesa, non una cappella, una piccola festa o un'icona (non una statua, per carità!) lo ricorda.

Foto dal sito
Bivongi.com
Da Calabria Ora, giovedì 11 febbraio 2010
Il “Dies Natalis” del santo mietitore

Si rinnova l’appuntamento a Bivongi con le giornate di studio sul monaco bizantino
Si rinnova anche quest’anno, a Bivongi, l’importante appuntamento culturale e cultuale nel “dies natalis” del santo dello Stilaro Giovanni il Theristys.
Organizzato dal comune di Bivongi e dal sacro monastero ortodosso San Giovanni Theristis il convegno si celebrerà in concomitanza con le celebrazioni in memoria del Santo mietitore, il sabato e l’ultima domenica di febbraio.
A tal proposito gli organizzatori informano che «la coincidenza, questo anno, della dormizione del Santo mietitore con la domenica di San Gregorio Palamas, ha determinato di dedicare l’annuale convegno a: “i genitori prime guide dei figli alla Santità” per commemorare la recente canonizzazione di tutta la famiglia di San Gregorio Palamas: i Santi Teodosio ed Epichari (i genitori), le Sante Teodota e Kallì (le sorelle), i Santi Costantino e Macario (i fratelli)».
Giovanni nacque verso la fine del 900, probabilmente a Palermo, dove la madre, già incinta, era stata portata prigioniera dai saraceni, che l'avevano catturata in un'incursione a Stilo.
Istruito dalla madre, Giovanni, all'età di quattordici anni, quando seppe delle vicende della sua famiglia, decise di ritornare a Stilo.
Qui fu accolto e battezzato in uno dei monasteri della valle dello Stilaro. Crescendo Giovanni fortificò la sua fede con la preghiera e l'ascesi.
In Calabria, Giovanni, che, divenuto monaco secondo le regole dei Padri d’Oriente, meritò di essere chiamato Theristis, Mietitore, perché, mosso da somma carità verso i bisognosi, era solito prestare aiuto ai mietitori.
Negli ultimi tempi molti studiosi hanno proposto alle autorità ecclesiastiche di elevare il santo di Stilo a patrono dell’intera vallata bizantina dello Stilaro.
L’auspicio che si proclami Giovanni santo di tale bacino territoriale dell’Alta Locride, oltre che sul carattere ecumenico della personalità storica di Giovanni, poggia su un ulteriore dato di fatto: nessun Santo è così noto nella storia locale e amato come S.
Giovanni.
Vissuto in un ambiente e in un momento in cui le chiese cristiane nascenti erano certamente discordi le une dalle altre, ha lottato per un cristianesimo inclusivo e di fronte alla diversità tra i culti locali proponeva la centralità di Cristo: un'unità che si basa sul sapere chi è Gesù Cristo e che spazio ha nella nostra vita di singoli e chiese.

Tale concetto è evidenziato dagli atti concernenti il Bios del Santo, considerato potente taumaturgo, custoditi presso l’archivio segreto della Santa Sede.
Il suo essere portatore di un messaggio che va al di là di barriere culturali, può portarci a riflettere sull'idea di inculturazione dell'Evangelo in un mondo globalizzato come il nostro
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