Naturalmente per parlare del ruolo femminile nella nostra terra servirebbe qualcuno più competente in sociologia, psicologia, storia e altro. Io mi limito a delineare alcune "emergenze" femminili in quel di Punta Stilo dall'età mitica in poi, materia su cui il lavoro di ricerca sarebbe molto ampio.
La storia (o meglio, il mito) di Kaulonia comincia proprio con una donna: Cleta (Kleite in greco), che secondo alcuni avrebbe dato il primo nome alla nostra città, che poi avrebbe preso nome da suo figlio Kaulon.L’amazzone Kleite sarebbe stata nutrice della regina delle amazzoni Pentesilea, che, giunta sulle nostre coste, fonda una città sulla quale regnò prima lei, poi altre regine che portavano il suo stesso nome.
La leggenda può essere nata sia da forme matriarcali (o matrilineari) di popoli pregreci, ma anche riflettere la realtà magnogreca, con un ruolo femminile più rilevante che nella madrepatria.
Possiamo presumere che anche in seguito la donna abbia nella nostra Kaulonia un luogo di rilievo, sia considerando che la maggior parte delle attribuzioni del tempio (sebbene io personalmente non sia del tutto d'accordo) sono ormai indirizzate dagli studiosi verso divinità femminili (Afrodite in primo luogo), sia dal fatto che anche da noi vi fu una fase di governo pitagorico, e sappiamo che in questo sistema politico-filosofico le donne avessero un ruolo preminente (filosofe furono anche la moglie e la figlia di Pitagora), sia infine dal confronto con le circostanti colonie: il mito di fondazione di Locri Epizefirii ad opera di cento nobildonne della madrepatria, con l'emergenza della poetessa Nosside ed il culto preponderante di Persefone; a Crotone il culto di Era Lacinia e il già menzionato pitagorismo; ed infine Skylletion, nata intorno ad un tempio ad Athena, e che in età romana assumerà il nome di Minervia Scolacium.
Della successiva epoca bruzia abbiamo, soprattutto dai recenti scavi della cosiddetta Casa Matta, tracce di un culto delle acque, quindi quasi sicuramente basato su una figura divina femminile; poi, dai primi secoli dell'era cristiana, si hanno due timbri su mattoni che riportano il nome di Eumenia, probabilmente un'imprenditrice, proprietaria di una delle tante fornaci dove si producevano terrecotte.
In seguito, abbiamo pochi elementi di storia della nostra città, e ancor meno tracce femminili.
E' presumibile che con il cristianesimo il ruolo femminile sia stato relegato all'interno della famiglia, dando origine al fenomeno tuttora perdurante (con eccezioni per l'uno e l'altro verso) in cui spesso l'uomo è, per così dire, il "ministro degli esteri" e la donna il "ministro degli interni" della famiglia.
Poche donne possiamo ricordare nel corso dei secoli, e con un ruolo del tutto secondario: Caterina Pezzano e altre tre anonime donne che, nella prima metà del XVIII secolo, vengono liberate dalla schiavitù in Turchia, dove erano state portate a seguito di razzie saracene; una feudataria che, nei primi del secolo seguente dedica alla figlia morta a pochi anni, sepolta nella parrocchiale, una straziante lapide; alcune figure di feudatarie giunte in possesso del paese per mancanza di eredi maschi, come è stato anche negli anni più recenti, in cui donne sono state le eredi del patrimonio acquistato dopo l'eversione della feudalità.
Altre tracce sarebbero da indagare a livello sociologico e folklorico: le donne che nelle processioni del Venerdì Santo sono loro a portare la "varetta" di Cristo morto; in generale il ruolo di "trasmettitrici della fede" che hanno le donne, alle quali il maschio "delega" la partecipazione alla messa domenicale; il grande culto reso alla Madonna (sebbene un po' caratteristico di tutto il cattolicesimo), in particolare da noi a quella di Porto Salvo, ed il possibile ruolo di Patrona del paese (in epoca imprecisabile) di Santa Caterina d'Alessandria; soprattutto la rilevanza delle donne nel culto al veneratissimo Patrono Sant'Andrea Avellino, rivendicato con orgoglio, che si manifesta in particolare con la sua statua portata dalle donne nell'attraversamento della fiumara Assi nel corso del triennale "territorju".Per giungere ai nostri giorni, è innegabile il ruolo delle donne soprattutto nell'impegno culturale, sociale ed ultimamente anche politico: donne sono state la fondatrice e le presidenti dell'attivissima Proloco, salvo una breve parentesi, e donne sono la maggior parte delle animatrici; donna la fondatrice e dirigente del WWF locale; donna l'attuale sindaco (una delle prime, se non la prima, della Locride) e donne varie componenti della giunta; ed infine, pare che tra donne candidate possa essere la "lotta" alle amministrative del prossimo anno...

0 commenti:
Posta un commento