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martedì 16 febbraio 2010

Ricordando Gianluca

Purtroppo ne ho avuto notizia in ritardo.


solo questa sera staremo in silenzio
martedì 16/02 a Reggio Calabria il film “la guerra di Mario”


"Solo questa sera staremo in silenzio. Lo facciamo in omaggio verso Gianluca e tutte le vittime della mafia. Sappia però chi di competenza che da domani la nostra voce si alzerà nuovamente forte, per chiedere giustizia. Diventerà ogni giorno più assordante, fino a che quella giustizia che ci è dovuta non sarà ottenuta". Inizia così il promo, visionabile su YouTube, del film-documentario “La Guerra di Mario”, che sarà presentato in anteprima martedì 16 febbraio, alle ore 17, nella Sala Convegni del Palazzo della Provincia, in piazza Italia a Reggio Calabria.
Dopo la proiezione seguirà il dibattito moderato da Manuela Iatì, giornalista di Sky Tg24, cui interverranno, oltre al regista Vincenzo Caricari, Tonino De Pace, presidente Circolo del Cinema Zavattini, Paola Bottero, scrittrice e autrice di “ius sanguinis” e Bernardo Migliaccio Spina, produttore, regista e attore. Il film, prodotto da Asimmetrici Video, è l’ultima fatica di Vincenzo Caricari, giovane regista della Locride, che per tre anni ha seguito e filmato, come racconta lui stesso «la lotta di un padre che chiede giustizia dopo l’assassinio del figlio, nel maggio del 2005, da parte della ‘ndrangheta». “La Guerra di Mario” non è solo un tributo a Gianluca Congiusta, reso tramite il racconto puntuale e preciso dei «piccoli ma continui ed essenziali passi» che hanno portato all’individuazione dei presunti assassini, attualmente imputati in un processo alle battute finali. Paola Bottero, che nel suo romanzo ha raccontato, tra le storie simbolo dello “ius sanguinis”, quella di Gianluca, spiega «“La Guerra di Mario” è molto più di un tributo: è il grido disperato e assoluto di chi non vuole arrendersi, è la dimostrazione che si può e si deve reagire a tutte le mafie. Ed è, soprattutto, un monito a ciascuno di noi, che non possiamo esimerci dal fare quadrato intorno ai familiari delle vittime, troppo spesso lasciate sole in una Calabria ricoperta dalle croci di una mattanza in piena regola, che affonda le sue più profonde radici nell’illegalità e nella cultura della paura e del silenzio».



Vincenzo Caricari, ventottenne di Siderno, dopo gli studi in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma e le prime esperienze di cortometraggi girati nella Locride (“Strade”, 2005, “La spiaggia” e “Cotrà”, 2006), rientra nella Locride, iniziando a lavorare sulle problematiche sociali della sua terra. Dopo il primo documentario “GGGiovani-ragazzi di Locri”, sviluppato sui ragazzi ribellatisi all’indomani dell’omicidio Fortugno, inizia a girare “La guerra di Mario” e fa da assistente alla regia nel cortometraggio di Alberto Gatto “Il colore del tempo”, dedicato al mugnaio Rocco Gatto, ucciso a Gioiosa Jonica negli Anni 70. Nel 2009 fonda, con i cineasti conterranei Bernardo Migliaccio Spina e Alberto Gatto “LocrideCinema”, struttura-contenitore di varie realtà produttive, che esplora e racconta “la Calabria non raccontata e non raccontabile”, quella “poco cinematografabile”, “raccontata male e in modo superficiale dai tanti media di passaggio”.
“La Guerra di Mario” restituisce e fissa nel tempo una memoria scomoda, attraverso gli occhi e la cinepresa di un ragazzo che, come la maggioranza dei suoi coetanei calabresi, vuole liberarsi per sempre dalla morsa del silenzio.

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