Bumbaca. Dal greco bombyx, che indica il baco da seta. Il cognome (come tutti quelli derivanti dal greco) è molto antico, e chiaramente indica un antenato impegnato nell’allevamento dei bachi da seta, o genericamente nel commercio o nella lavorazione della seta, attività molto diffusa nelle nostre terre, dove conobbe un primo decadimento alla cacciata degli ebrei (detentori del commercio) nel XVI secolo, e poi nel XX secolo, con l’introduzione dei tessuti sintetici, se ne ebbe il crollo finale.Ciccia. Cognome piuttosto recente. Ha origine da una qualche antenata di nome Francesca, di cui Ciccia (come il maschile Ciccio) è il diminutivo. È testimonianza (a meno che non si tratti di una madre nubile!) di una certa “matrilinearità” presente nel nostro territorio, in cui spesso i soprannomi (ed i cognomi non sono altro che dei soprannomi più antichi) si tramandano per via materna .
Comito. Dal latino comes, comitis (compagno, amico, socio). Ha origine dopo la latinizzazione dei nostri territori, iniziata intorno al 1060 con la conquista normanna. Dallo stesso termine latino deriva l’italiano “conte”, per cui il cognome può indicare un antenato affabile, amichevole, come pure una qualche relazione (parentela? servitù?) con una nobile famiglia, sebbene dalle nostre parti siano presenti marchesi e baroni (e si ebbe il titolo di Monasterace anche come ducato e principato), ma non mi risultano conti. Ad ogni modo si tratta di un cognome presente a Monasterace da almeno 300 anni, come risulta da molte fonti archivistiche.
Cosentino. È uno dei molti nomi derivanti da luoghi, ed indica chiaramente un antenato proveniente da Cosenza o dalla sua provincia. Si tratta di uno dei cognomi più diffusi in Calabria, ed in genere piuttosto comune in tutto il Meridione.
Fraietta. Non sono riuscito a trovare nessuna etimologia certa del mio cognome. Propendo per l’ipotesi che derivi dal francese fauvette (falvette) (giallina), da cui è derivato il napoletano falavetta e, forse attraverso questo, il calabrese fravetta, che indica varie specie di uccelli, in particolare il beccafico. La diffusione di francesismi nel nostro territorio è cominciata presumibilmente dopo il 1200, con la conquista angioina.Pisano. Il significato è piuttosto chiaro. Ma che c’entra Pisa con la Calabria? Probabilmente si tratta di qualcuno che giunse dalle nostre parti dopo il 1511 o il 1541, quando ci furono le due cacciate (di cui la seconda definitiva) degli ebrei, e a sostituirli come banchieri e prestatori di denaro giunsero “cristiani” da varie parti d’Italia, in particolare dalla Toscana. La stessa origine hanno probabilmente cognomi come Fiorenza, Senise, Toscano (sebbene quest’ultimo sia attestato anche come cognome ebraico). Una variante è il cognome Pisanò, che ugualmente indica un abitante di Pisa, ma giunto fin qui in tempi molto più antichi, quando ancora si parlava il greco.
Scrivo. Probabilmente dal latino scriba, cioè scrittore, scrivano. Quindi da un antenato di una certa cultura. Potrebbe anche essere una traduzione dall’ebraico sofer, con lo stesso significato, ma in più indicante uno studioso e interprete della Torah (gli scribi vengono nominati, con connotazione generalmente negativa, anche nel Vangelo.
Sotira. Dal greco sotēr, salvatore. Anche questo è un cognome antico, essendo di origine greca. L’origine potrebbe essere la più varia, come in tutti i cognomi e soprannomi: da un nomignolo scherzoso (da presa in giro), ad un antenato autore di qualche impresa eroica, ad una origine sacrale, come a dire Di Gesù, o da un nome proprio corrispondente all’italiano Salvatore.

Taverniti. Abitante di Taverna, cittadina nel Catanzarese, patria del pittore Mattia Preti, detto il Cavalier calabrese.
Nome misto latino-greco, in cui Taverna deriva dal latino taberna, con il suffisso geografico -itēs, che, con il più comune -otu, sempre di origine greca, indica provenienza da un luogo.

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